
Vietnam: record investimenti esteri
Notizie ICE
Secondo l'Agenzia governativa per l'attrazione degli investimenti esteri in Vietnam, nel 2007 le autorizzazioni concesse dal Ministero per la Programmazione e gli investimenti hanno raggiunto la la cifra record di 20,3 miliardi di dollari statunitensi, con un aumento del 69,1% rispetto al 2006. L'accessione del Vietnam all'Organizzazione Mondiale del Commercio ha giocato senz'altro un ruolo fondamentale nella creazione di un clima di maggiore fiducia da parte degli investitori internazionali. Tra i maggiori progetti del 2007 si annoverano la raffineria di petrolio di Vung Ro nella Provincia di Phu Yen, nella quale la joint-venture composta dalla British Technostar Management e dalla russa Telloil sta investendo 1,7 miliardi di dollari, e un impianto per la produzione di computer portatili nella provincia di Vinh Phuc per un investimento totale di 500 milioni di dollari da parte della taiwanese Intelligent Universal. La tendenza positiva dei flussi di investimenti in Vietnam è continuata nel mese di gennaio, quando sono state concesse autorizzazioni per oltre 1,7 miliardi di dollari, un dato cinque volte superiore rispetto a quello dello stesso periodo del 2007. Va peraltro sottolineato che gli esborsi hanno raggiunto un quinto degli impegni presi nel 2007, anche se tale rapporto sale a circa il 50% considerando il periodo dal 1988 a oggi. Nel 2008 la Foreign Investment Agency ha in programma di stabilire centri per la promozione degli investimenti in alcuni paesi industriali tra cui Italia, Austria, Francia, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti.
Brevi cenni sugli investimenti stranieri in Vietnam
La politica di apertura commerciale avviata verso la fine degli anni 80 ha permesso l'ingresso nel paese di numerosi investimenti esteri, tanto che attualmente, nonostante la mancanza di alcune istituzioni economiche e di una vera e propria disciplina giuridica commerciale, la legislazione del paese in materia è considerata tra le più liberali dell'Asia. Gli investimenti stranieri sono consentiti, senza limitazioni, in tutti i settori economici e sono soprattutto incoraggiati nei settori della produzione diretta all'esportazione, settori che prevedano l'utilizzo di tecnologie avanzate e che sfruttino le risorse del paese contribuendo ad innalzare il livello economico delle imprese esistenti, settori ad alta intensità di manodopera e che impieghino le materie prime e le risorse naturali, che rafforzino le infrastrutture, servizi quali il turismo e servizi legati al trasporto aereo, e tutte le attività da espletarsi nelle regioni montane o remote o nelle regioni caratterizzate da difficili condizioni socioeconomiche.
Sono invece proibiti i progetti che potrebbero determinare conseguenze negative nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, del patrimonio storico e culturale e dell'ambiente, nonché i progetti concernenti il trattamento locale di rifiuti pericolosi provenienti dall'estero e la produzione di sostanze chimiche tossiche.
L'investimento straniero è sottoposto ad approvazione del Ministero della Programmazione e degli Investimenti, che consente quali forme di investimento diretto: il contratto di cooperazione commerciale, il contratto di joint venture, società a totale partecipazione straniera ed i contratti Build, Operate and Transfer.
Il capitale ed i profitti possono essere liberamente rimpatriati, previa assoluzione degli obblighi fiscali; inoltre l'investimento, soprattutto in alcuni settori, è particolarmente incentivato dalle autorità tramite esenzioni fiscali, riduzioni del costo del terreno, esenzioni dalle tariffe di importazione di macchinari materie prime ed altri incentivi.